Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo


Prezzo € 20,00
Associazione 46° parallelo
Libro - Pagine 208
Formato: 23,5x33
Anno: 2009


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EDITORIALE:
Il mondo ancora in guerra
Troppe le ragioni per non vedere

"Ci sono idee che stanno lì, chiuse da qualche parte, per anni. Aspettano, pare. Poi all'improvviso prendono corpo, forma, si realizzano. Questo Atlante è una di queste idee. Lavoro da anni attorno ai temi legati alle guerre e a tutto quello che le genera. Ho scritto, raccontato e vissuto le miserie di questo Pianeta. Non tutte, ovviamente, ma tante, troppe. Così, da altrettanti anni cerco - assieme a tanti altri - di far capire che la guerra esiste, è qui, ce l'abbiamo tra i piedi.

Provate: chiedete se in questo momento siamo in guerra, se l’Italia è un Paese in guerra, la risposta comune è che no, non lo siamo. Domandando se il Mondo è in guerra, 9 su 10 otterrete la stessa risposta, magari con il distinguo che sì, da qualche parte, lontano, si combatte, si muore. Pochi si rendono conto che si vive quotidianamente in guerra.

Migliaia di nostri soldati, ora, in questo preciso istante, sono schierati su più fronti, nel Mondo, dove si combatte. Sono lì in missione di pace, è vero, ma di fatto loro sono in guerra, cioè sono armati, addestrati, attrezzati per combattere. Questo significa – al di là di ogni posizione ideale – che il Paese, vale a dire ognuno di noi, sopporta spese immense per mantenere uomini, aerei, carri armati, elicotteri nelle condizioni di efficienza indispensabili per salvare la vita – e ci mancherebbe – ai nostri soldati e per portare a termine la missione che è stata loro assegnata.

E’ una missione di pace, che crea però una economia di guerra permanente. La parola chiave è questa: permanente. L’Italia è costantemente in guerra da almeno 15 anni. Il Mondo è permanentemente in guerra da sempre. In questo istante, mentre leggete, in almeno una quarantina di Paesi o Regioni ci si ammazza, si lotta per conquistare il potere, il controllo delle risorse naturali, per affermare idee più o meno buone.

La guerra , quindi, resta la sola costante della vita umana, ci piaccia o meno dirlo. Ed essendo una costante, incide sulla nostra vita attraverso l’economia, le idee, le scelte dei governi, anche dei nostri governi democratici. La differenza è che fingiamo di non rendercene conto.. Non ne parliamo. Soprattutto, non informiamo.

Ricordo un episodio, che spiega il tutto. Nel giugno del 1991 la Slovenia combatteva – prima fra tutte – per la propria indipendenza. L’Armata Federale Yugoslava avanzava per impedire a Lubiana di staccarsi dalla federazione. Per alcuni giorni si combatté a Nova Gorica, a 200 metri dal confine italiano. Tanti nostri connazionali seguivano i combattimenti dalla finestra di casa. La guerra era lì, a duecento metri da noi, eppure i giornali, le tv, tutti, la dipingevano come qualcosa di lontano.

Sembra essere fondamentale questo “essere lontano” della guerra. Più la teniamo distante dalla nostra realtà, più diventa accettabile, come lo sono le bizzarrie esotiche di popoli stranieri. E se viene tenuta laggiù, sull’orizzonte, non ci riguarda più e quindi siamo in pace.

Questo Atlante vuole – e vorrà – raccontare la realtà. Vuole dire che la guerra c’è, in troppi posti. Vuole spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, far capire perché ci si combatte e chi interviene. Vuole uscire dal sogno che la pace sia tra noi, senza prendere posizione a favore di qualcuno o qualcosa, senza parlare di buoni o cattivi.

Per noi, che scriviamo questo Atlante, l’unica cattiva è da sempre la guerra."



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